1 L'ADUNATA
2 IL GRANDE BLUFF
3 LESSICO MILITARE
4 IL QUIRINALE
5 DISCORSO DEL CAPOCORSO

 

L'ADUNATA

ADUNATA!!! Confesso che prima di intraprendere il corso AUC non avevo mai sentito né tanto meno utilizzato questa parola. Ma è bastato il periodo di inquadramento per capirne a tutti gli effetti il significato e, soprattutto, le insidie da essa celate, comprovate dall’equazione quasi esatta n° adunate = persone a rapporto.

Sappiate che i momenti cruciali sono due: l’adunata mattutina ( o alzabandiera) e quella pomeridiana (o dessert).

Ore 7.45: l’AUC medio è già sveglio da almeno due ore, impegnato da circa mezz’ora nelle alacri pulizie del posto branda, del davanzale, della porta e di quant’altro si trova nelle camerette della Filippo Nicolai, quando una “sottile e dolce” voce si leva nel corridoio: TUTTI GIUUUU’: è il capoplotone di turno che ha l’ingrato compito di condurre gli allievi in Piazza d’Armi.

Tempo 0 ed ecco il plotone schierato, pronto all’afflusso: si parte!

Macché: manca ancora qualcuno, chi? La domanda, inizialmente di difficile risposta dato il grado di scarsa conoscenza reciproca, diventa ben presto retorica, la risposta univoca: l’AUC Caporaso, noto ed “amato” per la sua proverbiale puntualità…nell’essere in ritardo, diventato addirittura celebre per qualche inserimento nel plotone già in marcia ( con conseguente rifacimento in corsa della cieca ) dopo che qualcuno meno paziente aveva deciso di lasciarlo… a piedi!

A posto, allievi attenti!!! Avanti marsh!!

Ed allora finalmente si parte: tutti massicci, fieri e, soprattutto, fuori passo, per cui ci si deve impegnare non poco ( vero Iaria? ) per conferire al plotone una parvenza di formalità.

Intonare! Ma neanche il tempo di capire chi è che non canta – e sono parecchi – che si arriva in Piazza d’Armi.

Destra, marsh! Sembra tutto facile ma ora viene il bello: il Tenente Del Biondo è stato chiaro: il plotone deve fermarsi al segno di gesso sull’asfalto, elementare no? Ma quale segno? Ce ne sono 200, tutti simili tra loro, cosicché ci si ferma spesso più avanti, talvolta più indietro, raramente al posto giusto.

Segnare il passo, allievi alt!!! Allievi riposo!!

Ops, il plotone è troppo avanti: è un problema? Per l’AUC Polifrone no: Allievi attenti!! UN PASSO INDIETRO , Marsh! A tutti sembrava una minchiata ma nessuno poteva immaginare che quello sarebbe divenuto uno dei comandi più ricorrenti tra i vari plotoni in fase di schieramento.

Il plotone è finalmente schierato: l’atteggiamento formale di molti, soprattutto quelli in ultima riga, è però turbato dagli avvisi allarmanti di quelli che sono davanti. Gas, gas, gas: un attacco NBC? Beh, gli “sfiati” di taluni AUC ( Iaria, Polifrone e Trocino su tutti ) sarebbero più micidiali di qualsiasi arma chimica, se qualche esercito a corto di fondi decidesse di immagazzinarle in apposite bombole!

Nel frattempo il capoplotone presenta la forza al sottotenente di turno, il sottotenente al vicecomandante di compagnia, il vicecomandante al comandante, con l’unico risultato che talune informazioni vengono smarrite tra una presentazione e l’altra al punto che il Tenente sbotterà al termine dell’adunata: ma perché non mi riferite le novità?!

Ed eccoci arrivati al momento clou: il Tenente e tutti gli altri comandanti di compagnia presentano la forza all’Ufficiale d’Ispezione, quest’ultimo al Vice Comandante della Scuola, facilmente riconoscibile non tanto per il grado di Brigadiere Generale quanto per il basco modello pizza Margherita, e la cosa continuerebbe se non fosse che il Comandante della Scuola del Genio non è solito presenziare alle adunate.

Sembra che sia passata un’eternità ma siamo solo alle 8.00: compagnie, reparti, battaglioni ( quest’ultima la versione del Tenente Colonnello Infussi, a noi noto per una interminabile lezione di Regolamenti di Lavori del Genio) attenti!!! Alzabandiera!

Ma invece dell’inno parte la lieve canzoncina della sveglia ( per ulteriori spiegazioni chiedere al sottotenente Carboni ) tra le risate soffocate dei militari schierati e il vivo imbarazzo di alcuni ufficiali; quando poi l’Ufficiale di Picchetto imbrocca il jingle giusto si avverte solo l’eco di centinaia di voci:

Fratelli d’Italia l’Italia s’è desta….. la creò.

Compagnie ri – so ( variante onomatopeica di riposo ): sembra che sia andato tutto bene ma secondo qualcuno non è così. L’udito fine del Tenente  Del Biondo ha captato una lieve accelerazione durante il canto, a causa della quale vi era uno sfasamento di alcuni millisecondi tra i diversi plotoni. Risultato? “I giovani grifini del 182°- presunti responsabili del misfatto - non si azzardino a chiedere licenze questo fine settimana!” l’avviso perentorio del Tenente. Mai punizione fu più giusta, peccato che gli AUC non possano andare in licenza prima di tre mesi di corso, ma questo le 10 VFB donna presenti quella mattina in adunata non lo sapevano mentre avevano potuto apprezzare il polso fermo del nostro comandante!

Dopo il fisiologico cazziatone mattutino ci viene finalmente concesso di andare alle “sospirate attività”, per cui: a posto, allievi attenti!! Dietrofrunt! Avanti marsh!

Il peggio sembrerebbe passato, ma in realtà non è così: l’adunata che ha mietuto più vittime (in termini di mandati a rapporto, ovviamente) è sempre stata quella pomeridiana, che ha come teatro i portici dinanzi il monumento ai Caduti; questo probabilmente per il naturale rilassamento successivo al pranzo, talvolta consumato in modo frugale o addirittura interrotto per paura di arrivare in ritardo, soprattutto nelle prime settimane di corso. La peculiarità dell’adunata pomeridiana è l’urlo di accompagnamento “PUMA!” all’attenti generalmente dato dal capoplotone ma che ha ingenerato non pochi equivoci al punto da non potersi ricordare tutti gli urli isolati in cui sono incappati gli AUC, dai Sammartino ai Del Gais, fino ad arrivare a Ceravolo e Melandri, e che sono stati causa di inevitabili sfottò generali. Dopo le immancabili molteplici presentazioni, il Tenente Del Biondo è solito chiederci, magari a valle dell’ennesimo cazziatone: “Domande a fattor comune?”, al che scattano le richieste più varie, dalle più inutili alle fondamentali, con le prime maggiormente numerose. Ma su tutti una mano è sempre pronta a levarsi, una voce chiara: “Allievo Ufficiale Giancarlo Caporaso…Comandi…” e via con tutte le richieste, sempre diverse anche considerando il ruolo, in verità assai effimero, di rappresentante Cobar; il tutto con una costanza tale che quei giorni (pochi) in cui non c’erano sue richieste era il Tenente, con spirito un po’ masochistico, a cercare l’AUC Caporaso, tanto è vero che questi aveva più volte pensato di costituire un monoplotone Cobar anche al fine di facilitarne l’individuazione senza che Del Biondo girasse a vuoto intorno al plotone. Dopo il comandante di compagnia è poi il turno del comandante di plotone; ma se il sottotenente Gardu è solito tagliar corto, è con il sottotenente Piatti che si raggiunge il top: egli arriva, magari in ritardo, esordendo così: “Via il berretto”, il che non crea traumi all’AUC Spitaleri, poco avvezzo alle lunghe chiome, ma per altri è come una sorta di martellata sui calli: basti ricordare le basette dell’AUC “Elvis” Milone o di Mister Ceravolo, oppure l’orribile taglio da ultimo dei marines con cui l’AUC Polifrone si era presentato al ritorno da una licenza.  

            AUC Giancarlo Caporaso

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IL GRANDE BLUFF

 

L’avventura nella scuola del genio inizia dall’ingresso nel parlatorio, una zona di accoglienza dei parenti dei militari appartenenti alla scuola del GENIO.

Arrivati nel grande vialone della cecchignola ti accorgi della vastità dell’area “ “addirittura l’autobus urbano mi accompagna all’interno della città militare”.

Dentro ogni animo c’è la tensione, la paura la curiosità di iniziare una nuova avventura, tutti pensano sono un AUC un futuro ufficiale dell’esercito, avrò una grande accoglienza, tutti saranno contenti di avere un nuovo allievo ufficiale del GENIO, si proprio così del Genio militare, tutto cervello e niente muscoli tutte persone laureate o quasi........

Arrivi alla scuola e con molta cortesia e gentilezza attraversi la porta carraia ( tutti pensano “lo sapevo che mi aspettavano”) e dopo due passi entri nel parlatorio.........

Si il mitico parlatorio, un posto che tutti gli AUC vedono soltanto una volta durante i 5 mesi, ma che non lo dimenticano mai.........

Nel parlatorio ogni AUC avverte una sensazione unica, il mondo ti sembra cadere addosso sei persone iniziano ad urlarti nelle orecchie e tu impaurito pensi “cosa ho fatto di tanto grave per meritarmi tutto questo”, la malinconia ti colpisce la delusione sprofonda nel tuo cuore, la paura di non farcela ti assale...... è iniziato l’inquadramento.

Si l’inquadramento il primo periodo di permanenza nella scuola, dove ognuno viene messo alla prova, dove tutto deve essere imparato nel più breve tempo possibile, perché un allievo ufficiale deve essere Sveglio Attento Pronto........

Ed è così che per i primi giorni non puoi parlare non puoi alzare lo sguardo devi mangiare e fare la doccia in “tempo zero”, telefoni la mamma e la ragazza 5 minuti la sera......... così va avanti per i primi due giorni.......di uscire non se ne parla proprio, sono dei momenti così duri che molte volte pensi di non farcela e pensi “ma perché non posso alzare lo sguardo, perché non posso parlare con nessuno”..........

Gli inquadratori sono davvero delle persone così cattive, senza animo duri come il ferro, ma dal secondo giorno le cose iniziano a cambiare gli inquadratori iniziano a sorridere, qualche volta a scherzare “forse perché iniziano ad esse stanchi”, e inizi a pensare ma forse non è proprio così duro, forse le cose cambiano...........

Tutto questo perché ogni povero ragazzo che arriva no sa che in realtà tutto l’inquadramento è “Un Grande Bluff”, non è così per sempre; la vita da AUC è si comunque dura ma presa con lo spirito giusto diventa superabile;

Quando poi arrivano i giovani e ti accorgi come viene fatto “gli anziani nei corridoi a ridere e scherzare di te” allora dici era proprio tutto UN GRANDE BLUFF!!!!!!!!!!!

AUC Rocco Giuseppe OSTUNI

per gli amici Peppe Rocco Ostù

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LESSICO MILITARE

PRODROMO

 

L’Allievo Ufficiale è in genere uno studente già laureato o prossimo alla Laurea, in ogni caso con un grado di cultura  e scolarizzazione elevato. Visti tutti i soldi spesi dai nostri genitori notevoli sono le capacità espositive e logiche.

 

SVOLGIMENTO

-         Aoo e che tte devo da dì.

-         Ecco, dillo a parole tue, compra una vocale!

-         E’ un princiiiiiipio!

-         Miiii, mi faccio una ddddoccia!

-         Che aura sauno?

-         Non ci passa un ca….!

-         Andiamo a mangiare, dai!

-         Ah, oi Pà e mette ‘na caccavella in coppa o’ fuoco che teng ‘na tente e fame e nun riesc a ragiunà!

-         Comandi!

-         Che te s’è sciorto?

-         Mi manca il prospero!

-         Mi capisci?

Del resto l’AUC è pur sempre un militare, quindi anche il suo linguaggio non può che essere duro e massiccio, pur rimanendo dolce e raffinato con il gentil sesso.

-         Where are you from?

-         Vien giù la mia cicia!

-         Miiii… mi si è scassata la uallera!

-         Sucam’ o pruno!

-         Gli ho entrato un ctronco. “guarda che “entrare” è intransitivo!”. Ah, allora ho entrato un tronco!!

Certo che l’esempio è sempre formante…

-         Veda combattente minchionazzo è sempre un buco quello che deve trovare! Lei è un po’ che non si esercita, eh combattente!?

-         Comunque se lui “stasse” al suo posto, il nolleggio…

-         Visto che siete brillanti AUC, se vi “suona” la lampadina avrete sicuramente capito.

Del resto come recita un antico aforisma “iaritico” (attribuito all’AUC Iaria, NDR):

“La vita è imprevedibile, però anche semplice!”.

 

AUC Maurizio Melandri

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GUARDIA D'ONORE AL QUIRINALE

Il “Cambio della Guardia al Quirinale” è un evento particolarmente sentito nell’ambito delle Forze Armate, ed in particolar modo dagli AUC della Scuola del Genio. Subimmo una dura preparazione soprattutto psicologica a quell’evento, eravamo fermamente convinti in quello che stavamo per fare, tanto che ognuno di noi aspirava ad entrare in quei fortunati 11 che avrebbero soggiornato all’”Hotel Quirinale” costituendo il vero e proprio corpo di guardia. Tutto questo naturalmente non sfiorava neppure lontanamente la mente dell’auc Raffaele Iaria, che al momento dell’esclusione diede un chiaro cenno di rammarico chiedendo con un sorriso a 36 denti se poteva “GODERE” di libera uscita…. Le prove per il fatidico giorno furono capitanate dal Cap Zito (comandante della Guardia, zio Porco…) e si svolsero nella nostra splendida Piazza d’Armi.

E’ inutile descrivere cosa si prova a partecipare attivamente al Cambio della Guardia al Quirinale, con la piazza gremita di gente che ti guarda, probabilmente è una delle soddisfazioni maggiori che abbiamo provato facendo parte del 181° corso auc Genio. A dirla tutta tutto l’orgoglio e la fierezza svanisce ben presto dopo i primi attimi di gloria cedendo il posto ad una serie di pensieri fissi che ti solcano la mente non appena prendi posto in garitta. In quella lunghissima ora trascorsa immobile l’auc sperimenta tutto quello che gli è stato insegnato: muovere la punta dei piedi negli anfibi, sfruttare la cinghia dell’SC 70/90 per appoggiare il braccio sinistro durante la posizione del “riposo“, capire l’ora (e quindi il tempo che manca..) dalle ombre che il sole disegna all’interno della Piazza, cercare di capire come ha fatto Iaria a ovviare alla partecipazione della cerimonia, individuare il Nord magnetico rispetto al Nord rete e capire come procurarsi velocemente una maschera Nbc in caso di improvviso attacco chimico… come si capisce i pensieri degenerano rapidamente e, se hai la somma fortuna di fare la guardia alla Bandiera di Guerra dell’Arma del Genio, ti ritrovi chiuso in una stanza di due metri per tre in cui il tempo scorre ancora più lento e i pensieri sono ancora più contorti.

Ovviamente a tutto questo non è soggetto il Capo Posto, figura tra le più ambite in queste occasioni, perché è la persona che allo scoccare di ogni ora porta la muta montante e recupera ciò che avanza della muta smontante… Naturalmente il Capo Posto  subisce il  grave stress psicologico di dover vedere colleghi sofferenti e stremati che a fatica riescono a portare sù il braccio per effettuare il saluto ed effettuare un dietro-frunt senza svenire (eh eh… povere sentinelle….).

Il momento da  ricordare è senza dubbio quello che vivemmo durante la colazione della domenica mattina. Eravamo tranquillamente seduti nella saletta circolare adibita a ristorante all’interno del Corpo di Guardia a consumare la nostra colazione, quando si materializzò l’imponente figura del Cap Zito, che esordì con queste parole: “Siamo o non siamo un attivissimo nucleo di Guardia, zio porco? E’ vero, cazzo, che il nostro compito qui è prettamente figurativo, ma rimaniamo pur sempre un efficiente Nucleo di Sorveglianza, cazzo!”. Nessuno di noi scrutando gli occhi perplessi dei colleghi riuscì a dare un senso a quelle parole. L’arcano mistero fu presto svelato dal S.ten Verna che, introdottosi nella saletta, con tono ironico disse: “Zio porco, ma come è possibile che in un Corpo di Guardia efficiente come il nostro le donne delle pulizie riescano ad accedere all’area operativa (..camera da letto del Cap. Zito…) semplicemente citofonando? Zio porcone?!?!?!?!?!?!?!? Le più grandi rapine della storia sono state compiute da pseudo ditte di pulizie, cazzo, zio porco!!”. Cosa era successo? In pratica a quell’ora del mattino il piantone all’armeria nonchè addetto al citofono era l’auc Polifrone che, alla dolce voce della donna delle pulizie, si abbandonò ad un:”Prego entrate pure”.

Concluderemmo questi brevi pensieri dicendo che, a conti fatti, la Guardia al Quirinale è una bella esperienza, da vivere però UNA SOLA VOLTA, e possibilmente da Capo Posto!!!!!!!!!!!

 

AUC Vincenzo Priore,

        AUC Massimo Ceravolo

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DISCORSO DEL CAPOCORSO

Sig Generale

Sig.ri Ufficiali, Sottufficiali

E cari colleghi,

 

Siamo finalmente giunti ad un passo dalla tanto sospirata fina del corso, ma non vi nascondo che, mista alla soddisfazione, c’è anche un po’ di malinconia per l’imminente distacco dagli amici.

In questi 5 mesi ho avuto di condividere con questi 26 eccezionali ragazzi esperienze uniche e molto formative che, diversamente, non avrei sicuramente avuto modo di vivere.

E’ a questo punto per me doveroso, e mi sento onorato di poterlo fare, ringraziare:

Il Comandante della Scuola, Maggior Generale Marios Lombardo

Il Vice Comandante della Scuola, Brigadier Generale Ruggeri

Il Comandante di Battaglione, Tenente Colonnello Domenico Buonsante

Il Comandante di Compagnia, Tenente Alessandro Del Biondo

Il Vice Comandante di Compagnia, Tenente Francesco Iodice

Tutti i sottotenenti: Giulio Gardu, Daniele Piatti, Luca Carboni, Andrea Cecchin

E tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono intervenuti nel nostro cammino formativo durante la permanenza qui alla Scuola. Un ringraziamento doveroso va anche all’Anget qui rappresentato dal Generale Ugo D’Angelo, che ha gentilmente offerto la corona che poco fa abbiamo deposto d’innanzi al monumento ai caduti e la sciarpa da ufficiale per il secondo classificato del corso.

Non voglio portar via troppo tempo ai presenti, ma vorrei quanto meno, ed è ai miei colleghi di corso che ora mi rivolgo, formulare un sincero augurio per un futuro ricco di soddisfazioni umane e professionali.

Mi congedo rinnovando i ringraziamenti e augurando al 182° corso di vivere intensamente questa esperienza come l’abbiamo vissuta noi.

Grazie a tutti

AUC Vincenso PRIORE

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