Ogni cameretta della nostra sezione era composta da 6 posti branda che potevano essere tutti impegnati oppure uno libero, la disposizione era quella mostrata dal disegno qui sotto e quando non c'era nessuno ad occupare un posto, questo veniva definito "il letto del morto". Questo fattore era veramente importante in quanto "il morto" non puliva mai, ma costituiva un aggravio in più per chi occupava la cameretta nelle pulizie quotidiane del mattino.
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La cameretta era composta dai personaggi seguenti:
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STORIA DI UNA CAMERETTA NOMADE
Probabilmente la storia di questa cameretta è stata la più movimentata della storia dei corsi AUC.
Tutto è cominciato… il giorno 13 ottobre, cioè ad inquadramento finito (in realtà solo da un giorno), quando tre nuovi individui si sono presentati alla spicciolata alla porta carraia, dicendo di essere stati ripescati per il 181° corso PUMA. Beati loro!
Il loro inquadramento iniziò immediatamente, ed altrettanto immediatamente terminò! La cameretta dove furono alloggiati era la n° 15, ed i loro nomi erano (in ordine di apparizione!): AUC Sandro (per gli amici: basctardune, zoccola, de perso, reperto, de peto, de pertica…) De Perto (di Uggiano la Chiesa – Le ), AUC Carmelo (per gli amici Roberto, cumpare Robbettu) Salvo (di Gangi – Pa), ed infine, ma non in ordine di importanza, AUC Salvatore (per gli amici Salvo, Totò, Pollicino…) Sammartino (di Gela – CL).
Logico pensare che una cameretta composta solo di tre elementi non potesse restare tale! Come completarla? Peschiamo dalle altre camerette!
Il quarto in ordine di arrivo fu un certo AUC Simone (per gli amici Simo’, Tempo zero, troia fumante, simon le bon) Temporin (di Sant’Urbano – Pd), esiliato dalla cameretta 12, in cui era capitato dopo aver iniziato l’inquadramento da solo (povero lui!) assieme all’AUC Giancarlo (per gli “amici del palaZZo” Gianca..o, Capoca..o, l’inquilino, proraso) Caporaso (di Napoli), nel frattempo finito nella cameretta n°14.
Indovinate un po’ chi è stato il quinto ed ultimo (per fortuna!) elemento della cameretta n°15? Ebbene sì, proprio lui, che male si era integrato (lo avevano cacciato!) con gli altri occupanti.
La cameretta fu così al completo, pronta per intraprendere un fruttuoso (si fa per dire!) rapporto di collaborazione alla pari.
Ma saltiamo questo triste aspetto della cameretta, e continuiamo con la cronistoria delle migrazione dei suoi componenti. L’anno 2000 un po’ alla volta si avviava a finire, mentre si avvicinava la data di arrivo dei “giovani”(infatti mediamente sono più vecchi di noi!), e proprio per fare posto a loro, il giorno prima dell’accertamento di mezzi e complessi (hai detto niente!) ci arriva tra capo e collo l’ordine di sgomberare la cameretta e di trasferire tutto e tutti nella n° 10: bello, vero? Comunque sia ci siamo rimboccati le maniche ed in men che non si dica, l’operazione è stata portata a termine e siamo riusciti anche a studiacchiare qualcosa (tranne Sammartino che non studiava mai, o quasi!): in fondo ne abbiamo guadagnato, essendo quella cameretta lontanissima dal lato comando e vicinissima ai bagni, soprattutto alle docce, alle quali ci si recava ormai seminudi!
La cameretta era destinata a diventare la più operativa di tutto il corso (miiinchia, operativissimi siamo!): 4 su 5 divennero veri uomini, destinati al comando di uomini! Solo uno di loro alla fine diventò carabiniere e rinnegò la sua vocazione di comandante di plotone (e cioè Sandro – chissà quale paraculo ha scomodato!). L’unico che non centrava niente, come al solito, Giancarlo, l’unico DL della cameretta, l’inquilino.
Comunque sia, siamo riusciti ad arrivare integri alla fine del corso, senza impazzire troppo: in fondo (ma proprio in fondo in fondo) ci dispiacerà non essere più assieme nella stessa cameretta: gli sbuffi di Roberto, le puzze di Roberto, di Simone, di Salvo, le sveglie in ritardo di Giancarlo, gli isterismi di Sandro e la puzza dei suoi piedi sono nel frattempo diventati parti delle abitudini di ciascuno, e ci vorrà un po’ di tempo per riabituarsi a vivere senza.
Che cosa ci resta? Solo dei grandissimi auguri di un eccellente servizio da graduati, chi nell’arma, chi ai reparti e alla fine, di completare gli studi (chi deve), di iniziarli (chi deve!) e di trovare un buon posto di lavoro per chi gli studi li ha già finiti!
In bocca al lupo, tosi!
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