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Sin da piccolo ho sempre avuto una grande ammirazione per i Carabinieri in quanto hanno in sé le caratteristiche del militare, ma anche le mansioni di polizia giudiziaria inoltre sono tutori della legge. E’ indubbio che chiunque ammiri l’Arma dai Carabinieri non possa fare a meno di restare incantato dalla bellezza degli alamari (quel ricamo che gli Ufficiali portano sul colletto) e dell’eleganza che riveste la divisa ordinaria degli Ufficiali. Altro accessorio di particolare effetto è la “Manta” detta così perché riveste l’intera persona ed è completamente nera con due bottoni collegati da una catenella. Il giorno della selezione al Gruppo Selettori ero di una felicità quasi fanciullesca, infatti il fatto di dover andare in una caserma diversa, dove gli stili di vita così diversi dai nostri e l’aspettativa di un’isola felice, dove tutta la formalità e la pressione a cui eravamo soggetti fosse solo un ricordo, mi donava una carica che è stata preziosa durante tutto il giorno della selezione. Un’altra esperienza che ha destato molto interesse è stata quella del Quirinale dove la banda dei carabinieri ci ha portato al cambio e un personaggio particolarissimo ci attendeva all’atrio del Quirinale. Tutti sono restati esterrefatti dal personaggio che ci guardava con aria minacciosa dall’alto dei suoi 2 e più metri d’altezza, con un cappello, anch’esso sviluppato in altezza ed un fisico da Conte Dracula. Questo personaggio che poi si è rivelato il Capo dei Corazzieri, passeggiava tranquillamente, ma allo stesso tempo vigilava su tutto quello che accadeva, interrogando e controllando, soprattutto i Corazzieri. L’importanza dei Carabinieri si è confermata ancora una volta il giorno della Veglia Natalizia dove le Forze Armate di Roma si sono ritrovate per festeggiare assieme il Santo Natale. Ovviamente il Generale Siracusa con tutto lo staff al completo e la scuola Ufficiali erano presenti al pieno delle forze ed in prima fila.
Gli oppositori (maligni!!) degli appassionati aspiranti Allievi Ufficiali di Complemento dei Carabinieri non fanno altro che ricordarci (purtroppo) quali e quanti svantaggi esistono nel proseguio del corso alla scuola di Via Aurelia. Infatti nei due mesi di corso, malauguratamente non sono previste licenze di alcun tipo (36h, 48h, ecc), inoltre i 10 giorni di fine corso non sono concessi (a volte sono spostati alla fine dei due mesi, ma a discrezione del comandante della scuola), lo studio forsennato (infatti sono previste 8 ore di corso giornaliero con studio personale a fine orario addestrativo) ed infine la destinazione che al 90% non sarà mai nelle vicinanze del luogo di provenienza (salvo grossa raccomandazione). Tutti questi punti negativi però sono mitigati dal fatto che la formalità e le ispezioni sono prettamente dimezzate ed inoltre sia le marce che l’educazione fisica sono ridotte al minimo. In conclusione a titolo personale credo che l’esperienza dell’Ufficiale dei Carabinieri sia unica e valga ben la pena sopportare restrizioni e difficoltà, ammesso che la persona che le debba subire sia motivata da ragioni di spirito d’iniziativa ed onore per il ruolo che si andrà ricoprire. Per cui posso certamente affermare (in base ad esperienza personale) che se si è certi e convinti di voler intraprendere questa nuova avventura, nel bene e nel male, sicuramente l’obiettivo sarà di stimolo nell’arco del corso a dare il meglio di sé. Infine è bene sfatare un mito riconosciuto internazionalmente: la famosa raccomandazione è necessaria, ma ha valore soltanto se e quando due o più candidati sono risultati nelle condizioni di pari valutazione.