Inquadramento del 182° GRIFO: il giorno prima

 

Ore 19:00 del 8/01/2001.

Domani arrivano i giovani grifini ed io, insieme ad altri 5 allievi, siamo stati scelti per svolgere l’importante e nobile incarico di inquadratori, ovvero istruire i nuovi arrivati sulla vita e le regole della caserma, guidandoli nei primi passi in un mondo per loro nuovo, impegnativo e stimolante. Per dirla in breve, fargli il culo per 10 giorni insegnandogli con urla selvagge, lanciate a pochi cm dalle loro tenere orecchie, come comportarsi per evitare di passare il resto del corso consegnati in caserma.

Il loro Comandante di Plotone, Sten Luca Carboni, è stato chiaro in merito, con frasi del tipo: “Voglio un inquadramento duro, non risparmiatevi la voce e l’energie” e alla domanda posta da me mentre ci indrottinava “E se stanno male, se gli vengono le vesciche ai piedi” ha risposto con un ampio sorriso “Se qualcuno sviene lo portate in infermeria e se gli vengono le vesciche se le tengono e continuano a marciare, e ricordatevi che non possono chiedere visita, anzi non devono neanche sapere che esiste la possibilità di diventare ESAF o qualcosa del genere”.

Anche in quest’occasione Carboni si dimostrava una persona commiserevole ed estremamente comprensiva, nonostante abbia poco più di 20 anni e ne dimostri poco meno di 15.

All’uscita del suo ufficio siamo tutti un po’ perplessi e indecisi su come agire; i più estremisti sono dell’idea di “far fare la BOTTA (nel senso più vero e profondo del termine) ai nuovi arrivati”, quelli moderati consigliano di limitarsi a “far fuori solo tre o quattro persone, tanto per far felice Carboni”. 

Me ne sto tranquillamente al ritrovo (oggi sono piantone), fumando una sigaretta disteso sul divano e guardando assonnato il via vai di gente, specie i najoni che vengono per utilizzare la sala musica e mi costringono pertanto a fare una accurata indagine sulla loro identità.”Come ti chiami? Va be, le chiavi sono attaccate alla porta, vai e non fare danni, e non fare nemmeno troppo casino!”

Un allievo entra, mi guarda per un attimo, forse per accertarsi se sono sveglio o sto dormendo con gli occhi aperti, poi dice che è arrivato il primo allievo.

“Ma porca p……, che ci fa questo qui con un giorno di anticipo? Ora mi tocca andare su in Compagnia e fargli da balia insieme agli altri, invece di mettermi a studiare per l’accertamento di domani, e pensare che m’era quasi venuta voglia!”

Salgo in Compagnia lanciato come un cane da caccia che ha fiutato la preda (cioè mi trascino stancamente per le scale), entro nella mia cameretta e mi maschero da inquadratore (rimanendo parecchi minuti davanti allo specchio nel tentativo di fare una piega decente al basco), poi esco nel corridoio e vado in cerca del nuovo ospite. Non è difficile individuare la camera giusta, basta seguire le urla selvagge e disumane udibili chiaramente anche dal piazzale di mensa. Entro e trovo il malcapitato col viso privo di qualsiasi espressione differente dal terrore allo stato puro, accerchiato da 4 inquadratori che gli urlano in quadrifonia le nozioni fondamentali per un perfetto AUC: “Lei, lei, lei, lei, lei, lei, lei, lei…..Tenga la testa alta e le mani a paletta…… Si ricordi che l’AUC è la massima espressione della formalità (!?!)” ed altre cose simpatiche.

Mi protendo, aprendomi un varco tra gli altri, verso il giovane, sfoggiando la faccia più incazzata che mi viene, gli vado d’avanti e dico “Sono l’allievo ufficiale inquadratore Milone. Io e i miei colleghi siamo i suoi diretti superiori. Lei?”. Il suo volto si contorce in una smorfia disumana mentre il suo cervello elabora quella strana parola “lei”; dopo diversi secondi si ricorda come deve rispondere e farfuglia confusamente qualcosa, dicendo infine il suo nome “Moretti”. E allora che parte un cazziatone a 10.000 Watt che interrompo solo dopo qualche minuto, per uscire sollecitamente dalla stanza, prima di scoppiare a ridergli in faccia. Nel corridoi gli allievi del 181, cominciano ad accorrere numerosi, tenendosi a debita distanza, ma allungando l’orecchio (non che ce ne sia bisogno!) per partecipare anche loro, anche se indirettamente allo spettacolo. Intanto gli inquadratori entrano ed escono continuamente dalla cameretta, alternando i cazziatoni per il malcapitato alle risate nel corridoio.

Moretti, il primo arrivato tra le nostre amorevoli braccia, ci dice nei brevi tratti di lucidità che è un ex carabiniere ed è arrivato oggi perché la caserma lo ha spedito un giorno prima. Il panico si impadronisce pian piano di lui e dopo un mezz’oretta trema. Alle nove, dopo averlo intrattenuto amichevolmente (ma forse lui non si sta proprio divertendo???) decidiamo all’unanimità di mandarlo a letto, perché siamo delle brave persone ed anche perché domani abbiamo pure l’accertamento e quindi stanotte si studia nel bagno. Qualcosa però Moretti la ha già imparata; è qui da solo qualche ora ma cuba già meglio di me, sarà perché lo abbiamo già scubato una ventina di volte! Chi sa se riuscirà a chiudere occhio stanotte?

Domani arrivano tutti gli altri e intanto per noi l’inquadramento è cominciato un giorno prima.

 

Massimiliano Milone Massimo Ceravolo Luigi Santullo
Vincenzo Priore Adriano Polifrone Simone Temporin

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