Profilo dell'AUC Mario Nardelli
Ore 11:00 circa del 03/10/2000
Ci siamo! è arrivato anche lui, eccolo che varca la porta del parlatorio guardandosi attorno spaurito e chiedendosi chi mai saranno quei minchioni impalati sull’attenti con quegli stronzi che gli urlano in faccia cazzate a squarcia gola.
Ha un golf bianco, porta a tracolla una borsetta nera che lo rende molto anarchico, un borsone gigante e pieno di creme per il trattamento del viso e del corpo, che checca!!!!!
Ma quello che lo distingue subito dal resto dei “comuni mortali”è il suo documento di riconoscimento, una carta d’identità a pezzi con una foto che lo ritrae in bianco e nero modello anni cinquanta, la quale fa immediatamente incazzare gli iracondi inquadratori.
Bravo !!! ha avuto un tempismo perfetto, se fosse arrivato soltanto qualche minuto più tardi, non saremmo mai diventati compagni di cameretta e il corso AUC non sarebbe stato lo stesso.
E invece eccolo qua, è l’allievo ufficiale Cristoforo Mario Nardelli ed è in forza alla mitica cameretta n°12.
E’ proprio qui, in questo habitat così assortito e perfetto che le radici di Mario hanno trovato nuovamente terreno dove attecchire e situazioni tali da farlo fiorire in tutto il suo splendore di amico e compagno insostituibile di svariate avventure e disavventure.
Il suo inesauribile altruismo, nonché quelle simpatiche inflessioni dialettali, lo hanno reso presto elemento di spicco nei momenti di scazzo, spesso attore ed autore di quelle situazioni sui generis nelle quali molto frequentemente si adagiava la cameretta, quali i mitici contrappelli che ci trovavano spesso “impreparati” e intenti a scherzare, ridere e giocare ,ossia in due parole ad “essere amici”.
All’interno della cameretta 12 ,composta dal sottoscritto, il mantovano Giovanni Trombani, il napoletanissimo Ugo Del Gais e il siciliano doc Michele Stazzone, mattina e sera, ci chiedevamo a quale remoto angolo dell’universo appartenesse il Molise e soprattutto per quale strano controsenso ospitasse sulle sue terre un paesino di qualche anima dal nome di San Giuliano di Puglia, patria del nostro protagonista. Queste pur banalissime argomentazioni, ma trattate con insistenza e incredibile savoir faire, lo mandavano su tutte le furie e ci arrecavano soddisfazione allorché, incazzato come una biscia ed ancora intento a spalmarsi di crema, ci rincorreva per la stanza minacciandoci in dialetto di spaccarci la coccia.
Furono proprio questo suo carattere deflagrante, che lo trovava sempre pronto a reazioni esplosive, assieme al suo fisico snello e sormontato da quella coccia di zolfo sempre rasata, nonché quella curiosa parola con la quale vengono identificati i fiammiferi al suo paese, a portarlo ad essere il primo in testa alla catena incendiva detonante ed a fruttargli il soprannome di PROSPERO.
Però questo lui non lo ha mai accettato, avrebbe preferito farsi chiamare “campione del mondo” a causa delle ripetute vittorie riportate sul tavolo da biliardo (barando naturalmente), oppure ice-man, a causa del suo sguardo di ghiaccio; ma come avremmo potuto conciliare gli occhi di ghiaccio con quella coccia incendiaria ?
Spiacente ma non esiste proprio.
Il mio amicone, intelligente e brillante, si è saputo conquistare ambiti traguardi arrivando ad essere capo posto della guardia al Quirinale, ma soprattutto ad essere scelto dall’arma dei carabinieri che, in questo modo, si potrà fregiare delle gloriose gesta di un ufficiale con i controcazzi quale il Sottotenente Mario Nardelli.
Tirando le somme sento di potermi ritenere fortunato ad aver conosciuto una persona come Mario e sono sicuro che amicizie come queste si fanno raramente in tutta la vita.
Non ti dimenticherò mai e farò di tutto per creare frequenti occasioni per far rivivere i momenti migliori e crearne sempre di nuovi.
AUC FRANCESCO GHELLI
| d | Frase celebre | Caccia
i treni dal naso! |
| C | Momento magico | Quando fu scelto come Capomuta per il Quirinale |
| L | Momento pessimo | Quando gli appiopparono 5 gg di consegna all'esame della RV2 |